Perché l’associazione si chiama Mind The Gaps?

Bisogna fare qualche passo indietro, all’inizio del 2015, quando è nato il Coderdojo Salerno. E’ stato un momento di vera alchimia: ci siamo incontrati, mescolati, divertiti sin dal primo istante e da allora non siamo più riusciti a fermarci.

Tutti insieme, abbiamo progettato numerose attività possibili (e a volte, anche apparentemente impossibili) per contribuire ad aumentare il livello di conoscenza del “mondo digitale” tra i più giovani, attraverso il  coding e il gaming, e lo abbiamo fatto attraverso eventi e laboratori che abbiamo realizzato in tutto il territorio salernitano.

Con il tempo, e grazie alla grande partecipazione e alle numerose richieste, abbiamo rivolto la nostra attenzione anche agli adulti: formatori, educatori e genitori, ma  anche le fasce sociali più deboli. E abbiamo iniziato a farci altre domande, trovando presto la risposta: ampliare gli orizzonti.

Coderdojo Salerno non è stata più la veste adatta: con i nuovi obiettivi, più ambiziosi dell’esperienza Coderdojo e dal respiro decisamente più ampio, abbiamo ravvisato la necessità di un’identità unica e peculiare. Un’associazione, insomma.

Mind The Gap” è l’annuncio ripetuto più volte nella metropolitana londinese per avvisare i viaggiatori a prestare attenzione allo spazio tra il treno e la banchina. La famosa linea gialla da non oltrepassare è il limite estremo, il famoso gap a cui fare attenzione e da cui non farsi ingannare.

Mind The Gaps vuole significare, declinato al plurale, un avviso o, meglio, un segnale riconoscibile e dal significato univoco: “attenzione ai divari”, che siano essi tecnologici, culturali, di accesso alle nuove tecnologie, ma anche di genere, linguistici e cognitivi.
“Attenzione ai divari”, dunque, perché l’obiettivo principale è quello di provare a colmarli con attività di alfabetizzazione e di diffusione dell’educazione alla cultura digitale, e per farlo abbiamo bisogno del contributo di tutti.
Perché crediamo davvero nelle parole del maestro Seymour Papert, che poneva alla base dei suoi principi educativi un principio fondamentale:

“The one really competitive skill is the skill of being able to learn”

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